San Pietro in Casale e dintorni, luoghi di interesse culturale e storico nel comune
Il comune di San Pietro in Casale.
Il nome San Pietro in Casale, compare per la prima volta nel 1223, nell'ordinanza attraverso la quale il Comune di Bologna, dava alle comunità del contado un capoquartiere della città. In questo momento le vicende di San Pietro in Casale, dipendendono da quelle di Bologna, dai suoi nemici che con frequenti saccheggi ne mutano la storia. Verrà citato come Villa di San Pietro in Casale, nel quindicesimo secolo, datata nell'epoca degli Antonini, e sulle cui rovine Giovanni II Bentivoglio nel quindicesimo secolo, fece costruire una sua villa, che ancora oggi rimane, nella frazione di Maccaretolo. Sino al 1700 quello di San Pietro in Casale, non fu che un borgo, di poche case intorno ad una chiesa, anche se un decreto del senato bolognese risalente al 1544 testimonia l'origine, da quella data, di un mercato settimanale. Il 20 giugno 1796, il generale Bonaparte, abolì ogni autorità che non fosse il Senato di Bologna, e diede a San Pietro in Casale, e alle varie zone circostanti la configurazione di comune vero e proprio. Alla restaurazione del governo pontificio, San Pietro in Casale, che contava circa 3000 abitanti, comprese le frazioni di Rubizzano, Maccaretolo, e Gavaseto, si vide che subito vennero annessi altri territori: Asia, Cenacchio, Massumatico, Poggetto, Sant'Alberto, San Benedetto e Gherghenzano. È dall’epoca dell'unità d’Italia, che, in un certo senso, inizia la storia di San Pietro in Casale, perchè si forma un'identità che crebbe con l'affermarsi della piccola borghesia locale. Durante la II Guerra mondiale, San Pietro in Casale, dette un grande contributo alla Resistenza, e alla lotta di liberazione dai nazifascisti. Nella primavera del '44 che nacque la seconda brigata Paolo. Molte azioni furono compiute dai partigiani di stanza a San Pietro in Casale.
Il comune di San Pietro in Casale. 