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Mordano e dintorni, luoghi di interesse culturale e storico nel comune

Si trovano 2 torri, all'ingresso dell'antico nucleo fortificato. Le torri, furono edificate sul finire dell'Ottocento al posto dell'antica porta, su progetto dell'ing. Giovanni Brusi, il quale prese ispirazione alle torri, dell'Arsenale di Venezia. La costruzione richiama il medioevo ed è piena di merli. I romani, quando si insediarono, oltre duemila anni fa eseguirono opere di bonifica, livellazione del terreno costruendo strade e fossi secondo la trama centuriale. In Emilia-Romagna, il decumano principale è sempre la Via Emilia, il cardo nella parte imolese, è rappresentato dalla Via Selice. Nelle campagne mordanesi, è ancora ben chiara la maglia della centuriazione. Il Comune di Mordano, collima con sei strisce di maglia nel senso dei decumani e ben sette nel senso dei cardini, l'ultima è interrotta dal fiume Santerno. In complesso ci sono quarantadue maglie centuriali che danno a questo territorio un assetto modulare. Le torri gemelle, si possono vedere all'ingresso dell'abitato 2 torri, erette negli anni ottanta del XIX secolo. La Chiesa parrocchiale è stata dedicata a Sant'Eustachio, ed è stata ricostruita dopo la II Guerra Mondiale. Sull'altare maggiore, vi è un affresco di una Madonna col Bambino del XVI secolo. Di un certo interesse il piccolo tabernacolo, del Cristo morto, nella cappella maggiore, del quindicesimo secolo, nonché l'acquasantiera cinquecentesca. Anche del Convento di San Francesco, sotto la costruzione attuale rimangono i resti di un antico convento, primo centro di culto cristiano, della zona, edificato con tutta probabilità prima del Mille dai monaci benedettini. Il convento, dedicato a Sant'Anastasio, fu ricordato per la prima volta nella bolla di Papa Eugenio III, del 1145. Successivamente venne abbandonato dai benedettini, dopo un’alluvione del vicino fiume Santerno, la costruzione cadde in disuso. Nel 1478 fu ristrutturato dai francescani,fino allo stato attuale in cui è un complesso di proprietà della Curia di Imola. Vi è anche un Monumento ai Carabinieri caduti Il 29 maggio 2005, nel parco donatori del sangue, un bronzo realizzato da  Valentino Argelli. Il monumento riprende alcune delle specialità dell’Arma pronte all'intervento in ogni momento e luogo,ed anche l'atto di sacrificio dei militari caduti,: Dove il senso del dovere si fonde con l'onore, l'orgoglio ed il sacrificio, lì c'è un Carabiniere!. Tutto è decorato dalla Fiamma, simbolo dell'Arma.



Luoghi di interesse, e locali: Mordano